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CHIESA S. MARIA DELLE GRAZIE

La chiesa è situata nel vecchio centro abitato e fu edificata originariamente con l’ingresso rivolto a ponente (verso il Castello), sotto la dominazione Normanna e dedicata a Sant’Egidio Patrono di Grottolella. Il suo aspetto attuale risale al XVIII secolo, quando fu ampliata e l’ingresso fu posto a mezzogiorno. La facciata è del tipo a capanna, con semplice portale lapideo in pietra arenaria fra lesene architettoniche. La copertura è in legno e tegole marsigliesi. All’interno vi sono gli artistici altari marmorei delle cappelle di Santa Anastasia, e San Vincenzo, ed una preziosa tela cinquecentesca forse di scuola napoletana, raffigurante la “Vergine delle Grazie”. I successivi rifacimenti, a seguito del sisma del 1980, non hanno modificato la struttura originaria.

Di fronte ad essa si trova il monumento “Le inutili Guerre”, realizzato dall’artista Giovanni Spiniello. Il monumento è dedicato ai caduti della I e II Guerra Mondiale ed è stato realizzato con la tecnica della plastogettografia patinata bronzo antico. La figura rappresenta un bambino inserito in un albero stilizzato. Sulle pergamene ci sono i nomi dei caduti. Il bronzo commemorativo contrasta con la figura del bambino e dell’albero corazzando i contorni e diventando uno scudo a protezione del mondo esterno. Un elmo copre la faccia del bambino e l’unica espressione visibile è quella della bocca.

IL CASTELLO

Edificato su di una preesistente roccaforte longobarda nel 1083. Nei secoli successivi, sia in epoca L’imponente maniero che domina ancora l’abitato intorno al quale persistono abitazioni civili, fu sveva, che in età tardo-aragonese, subì numerosi restauri e rifacimenti che ne modificarono sensibilmente l’aspetto originario. Ma fu sotto i duchi Macedonio, nel 1650, che la struttura venne modificato in Castello residenza. L’aspetto esterno attuale è quello quattrocentesco.

Il Castello che già agli inizi del 1900 fu dichiarato monumento storico è sottoposto quindi a tutela, fu venduto nel 1928 dalla Famiglia Caracciolo a vari privati, subendo una sorta di frazionamento. In seguito al grave sisma del 1980 il Castello ha subito varie opere di ristrutturazione. I suoi corpi di fabbrica, si articolano attorno ad un cortile interno secondo uno schema regolare, con torri cilindriche angolari su alto basamento a scarpa. Le cortine murarie interposte sono della stessa altezza dei torrioni, anche se si notano finestre e balconi, dovuti alle suddivisioni e ristrutturazioni degli ambienti interni eseguiti in passato per ricavare abitazioni. Ubicato sul lato est del castello, l’opera dell’artista grottolellese Giovanni Spiniello “La strada del cielo”, installazione realizzata con la tecnica della plastogettografia patinata in bronzo antico, utilizzando cemento armato e bronzo. L’opera rappresenta un collegamento tra la storia e il presente ed è una rilettura del legame tra i castelli di Montefredane, Capriglia Irpina e Grottolella. La figura protagonista del lavoro è una dea irpina connotata da una prorompente forza ascenzionale vissuta come ponte tra terra e cielo. La scultura posta con alle spalle il castello, è inoltre un omaggio al contadino al suo lavoro, la cui proiezione crea una grande ombra sulla superficie sottostante che viene interrotta da una fenditura situata al centro dell’opera. Tale fenditura lascia passare un raggio di luce diretto al cielo ed è questo processo che genera la strada del cielo, una scia luminosa tutta da percorrere che può consentire all’uomo di farsi nuovo, di divenire altro. La figura è anche un saluto all’ospite che giunge dalla valle un segno di accoglienza del valore etico oltre che artistico.

PIAZZA ANGELO MAGLIO

Le origini della piazza risalgono a dopo il 1870 quando il paese era amministrato dal sindaco sac. Don Raffaele Spinelli. La sua denominazione era “Piazza Comunale”. E’ solo dopo la battaglia di Adua (1896), che segnò la morte del nostro concittadino tenente medico Angelo Maglio che, l’allora sindaco Giuseppe Maglio, decise di intitolare

la piazza a questo eroe. Nel 1999 la piazza viene ristrutturata e, ricavando una grotta sotto antichi gradoni, nasce “Il passaggio di Don Chisciotte”, altra opera artistica di Giovanni Spiniello. L’opera è un affresco realizzato con la tecnica della tempera antica e protetto da una patina di cera d’api. La figura di un cavallo e di un cavaliere è vista in modo prospettico. I colori dominanti sono il blu e il rosso. Il blu sta ad indicare sicurezza, quiete, armonia; il rosso rappresenta la passione, la voglia di vivere.

PALAZZO MAGLIO

Fu edificato per volere di Egidio Maglio e del figlio Domenico tra il 1875 e il 1880. Questo edificio contribuì ad abbellire la neo edificata piazza e diede maggior lustro alla famiglia. Tra i maggiori esponenti di questa famiglia Giuseppe Maglio, sindaco del paese per più legislazioni, nonché consigliere provinciale e presidente della camera di commercio di Avellino.

PALAZZO PELLEGRINO

Grande importanza ha avuto nel passato palazzo Pellegrino. Fu edificato per volere di Agostino Pellegrino intorno alla prima metà del 1700 e risultò essere il più importante edificio dopo il castello, simbolo della affermazione di una classe borghese. La famiglia Pellegrino diede alla nostra comunità illustri professionisti: notai, giudici, farmacisti e medici nonché validi sacerdoti, strinse rapporti di parentela con importanti famiglie avellinesi e napoletane tra cui quella dell’ importante patriota e letterato Luigi Settembrini.

FONTANA VECCHIA

Fontana Vecchia era il toponimo dell’attuale piazza Municipio. L’ antica denominazione deriva dal fatto che in quel luogo era collocata la più importante fontana del paese. Questa fu costruita per far fronte alle grosse esigenze scaturite nel periodo post-epidemico del 1656, ed era alimentata dalle acque provenienti dalla grande sorgente di Barbella. Recentemente è stata posta nella stessa piazza una struttura metallica realizzata dall’architetto Raffaele Iandolo, completamente in acciaio avente la forma di una porta al centro della quale è posto un blocco in cemento armato che contiene in altorilievo lo stemma di Grottolella. Su di un lato della struttura sono posti le figure dei protagonisti di questa opera: il re e la regina Albero. La tecnica è la plastogettografia in cemento armato ad alta resistenza con elementi a calco: foglie di castagno, spighe di grano, foglie di nocciòlo etc. Su parte della struttura in acciaio si è intervenuto attraverso la tecnica dell’ action painting (i colori vengono usati come gesto). I colori sono stati lasciati scivolare giù dall’artista sull’opera per ricordare il gesto dei contadini che seminano il grano, lasciando cadere la terra. La porta non ha una funzione di difesa (tipica delle porte dei leoni nel periodo cretese-miceneo), piuttosto vuole accogliere lo straniero, salutando e presentando i propri valori di appartenenza.

MULINO S. ANGELO (di sopra)

Ubicato alla confluenza dei torrenti di S. Angelo e Malfetano che insieme formano il Tronti. Nonostante la sua ubicazione sul territorio di S. Angelo a Scala (Av), veniva utilizzato per lo più dai grottolellesi. Fu fatto costruire su interessamento e finanziamento dei monaci camaldolesi intorno alla metà del 1600. le due palate venivano alimentate dai torrenti di Malfitano e S. Angelo.

MULINO DEI TRONTI (di sotto)

Ubicato sul territorio di Grottolella in località Tremasuli. Fu fatto costruire da Frecesco Pellegrino, finanziato dai Carafa, intorno al 1870. la sua unica palata veniva alimentata dal torrente Tronti.

POZZO DEL SALE

Ubicata sulla strada che da Grottolella porta ad Atripalda, storicamente è la più importante frazione del nostro paese. Il suo nome deriva dalla presenza di sorgenti salso iodiche sul suo territorio. Queste fino al 1800 alimentarono le saline.